mercoledì 4 gennaio 2012

La fermentazione

La fermentazione è la fase più delicata del processo di birrificazione. Si dice spesso che è il birraio a preparare il mosto, ma è il lievito a fare la birra. Il tipo di lievito utilizzato e le condizioni in cui quest'ultimo lavora determineranno infatti le caratteristiche e gli aromi della nostra birra.

Innanzitutto è bene sapere che per la fermentazione della nostra birra non è necessario (anche se molto comodo) possedere una cantina, giardino, capanno degli attrezzi o altro. Il fermentatore può essere posizionato in una qualsiasi parte della casa che conservi una temperatura stabile tra i 18 ed i 23 gradi e che non sia esposta direttamente alla luce del sole. Anche se la tentazione di dormire abbracciati al fermentatore è forte, ricordate che la fermentazione produce anidride carbonica e che quindi potrebbe non essere l'idea migliore usare la nostra camera da letto a scopi birrai.

Dopo aver inoculato il lievito all'interno del mosto, sigillate il fermentatore ed inserite il gorgogliatore con relativa guarnizione. Nel giro di qualche ora, massimo una dozzina, inizierete a sentire il borbottio del mosto, quel dolce sussurro che ci indica che i lieviti hanno iniziato il loro lavoro e che potete ascoltare nel video qui sotto. Un'altro indicatore dell'attività dei lieviti è la formazione di schiuma sulla superficie del mosto.

Cosa fare se non c'è borbottio? Una delle cause più probabili è che il fermentatore non sia chiuso bene. L'aria, sfiatando, esce dalla fessura del coperchio invece di passare dal gorgogliatore. Verificate la tenuta del coperchio e controllate la formazione di schiuma. Un'altra possibilità è che la temperatura del mosto sia scesa troppo. Controllate la temperatura segnata dal termometro adesivo e verificate che, per il ceppo di lievito utilizzato, non sia inferiore a quella raccomandata. 

Come ultima ipotesi, se nessuna di queste condizioni è verificata, potreste non avere ossigenato abbastanza il mosto. Nelle prime fasi della fermentazione, infatti, il lievito ha bisogno di ossigeno per riprodursi ed avviare la sua attività. Aprite dunque il fermentatore e mescolate vigorosamente con una paletta/schiummarola per circa 5 minuti.


La cintura termica
Cosa fare se la temperatura del mosto non è quella desiderata? Nel caso in cui la temperatura sia scesa al di sotto del livello desiderato e non fosse possibile trasferire il fermentatore in un luogo più caldo, si può utilizzare una cintura termica, o "cavo riscaldante". Trattasi di una resistenza flessibile ricoperta di gomma, una vera e propria cintura comodamente collegabile alla 220 di casa. Avvolgendola attorno al fermentatore riscalderete il mosto al suo interno. Più in basso la cintura viene posizionata, più, per convezione, riscalderà il mosto. Costa attorno ai 30 euro. Visitate la sezione LINK BIRRAI per scoprire dove acquistarla.

Il processo di fermentazione può durare dai 7 fino ai 15 giorni circa a seconda del tipo di birra, di lievito e delle condizioni ambientali. In linea di massima, possiamo capire che la fermentazione è terminata se:

  • Diminuisce drasticamente il borbottio del fermentatore;
  • Si è formato un buon sedimento di lieviti sul fondo del fermentatore;
  • La densità del mosto rimane stabile a distanza di due o tre giorni.

    Quest'ultimo dato, in particolare, è il più affidabile. Misurate la densità del mosto con il densimetro e verificate che la FG (Final Gravity o Densità finale) abbia raggiunto il livello previsto. Potete calcolare la FG utilizzando la percentuale di attenuazione del lievito (ovvero la sua capacità di convertire zuccheri in alcool) e svolgendo la seguente proporzione:

    [OG (Original Gravity o Gravità Finale) - 1000] : 100 = X : % attenuazione

    Ad esempio, con una OG di 1070 e un'attenuazione del 80% avremo:

    X = 70*80/100 = 56
    Da cui: FG = 1070 - 56 = 1014

    In caso di dubbi, prima di imbottigliare lasciate il mosto per qualche altro giorno nel fermentatore. Eviterete di imbottigliare a fermentazione ancora incompleta e di trasformare le vostre bottiglie in tante piccole molotov.

    giovedì 29 dicembre 2011

    Devil's Chair


    Via Tripolitania 190 - Roma
    www.devilschairpubroma.it


    Ci piace: l' atmosfera
    Non ci piace: il parcheggio 
    Da provare: Birra del mese

    Il Devil's Chair è un tranquillo pub in Zona Quartiere Africano, a due passi da Viale Libia e dalla "Sedia del Diavolo", un antico rudere di epoca romana da cui prende il nome.
    Automobilisticamente parlando, la zona è un po' disagiata a causa della cronica carenza di parcheggi. Infilate la macchina nel primo buco disponibile o in uno dei parcheggi a pagamento lì attorno.

    Il locale è ampio e accogliente, arredato con tavoli e panche in legno. L'atmosfera è da pub di periferia, calma e tranquilla, ma tutto sommato gradevole e curata. Ampia presenza di coppiette e giovincelli (pischelletti imberbi). 

    Ci accomodiamo e siamo subito serviti da una simpatica e graziosa cameriera che potrebbe tranquillamente essere inserita fra gli elementi di nostro gradimento del Devil's. La sua collega ci guarda invece un po' schifata (vai a capire perchè) quando ordiniamo tre Eggenberg Samichlaus, una birra austriaca da 14°, prodotta soltanto a Dicembre e maturata 10 mesi. Mai sentita, insolita, eppure gradevole. Dolce, liquorosa, forse un po' stucchevole, ma ideale, come consigliato dalla ditta, come dopocena o accompagnamento per dessert.

    Il Devil's tiene molto alla qualità artigianale delle proprie birre ma, eccezion fatta per le linee a rotazione, l'offerta delle spine fisse non è probabilmente la migliore in circolazione. Vi troviamo: Warsteiner, Jacob Weiss e HB Strong Bock. Fermo restando il nostro consiglio di scegliere sempre la spina rispetto alla bottiglia, segnaliamo la presenza di birre artigianali bretoni in bottiglia come Sainte Colombe, Mor Braz e Tri Martolod.

    Classica cucina da pub, panini, patatine fritte e snack. Sinceramente, provati dalle luculliane cene natalizie, non ci prestiamo neanche troppa attenzione. Disobbediamo alla casa madre e accompagnamo le nostra Samichlaus con una porzione, un po' misera, di patatine fritte. Prezzi nella media, totale 18 euro. Scambiamo quattro chiacchere nell'atmosfera rilassante del Devil's e ce ne.. andiamo al diavolo!

    Pagella
    Birra: 2,5/3,5
    Servizio: 2,5/3
    Cucina: 0,5/1,5
    Ambiente 1/2
    Totale: 6,5

    domenica 25 dicembre 2011

    Birra Natalizia

    Assieme ai regali (pochi a dire il vero in questo periodo di crisi), anche quest'anno Babbo Natale ha depositato sotto l'albero un mare di birre. Sono le birre natalizie che puntualmente invadono le nostre birrerie durante il periodo di dicembre. Consoliamoci allora in questo fosco momento con una buona birra. Ma a cosa andiamo incontro ordinando una birra natalizia? Che cosa sono esattamente?

    Innanzitutto, non esiste uno specifico e definito "stile natalizio". Con questo termine s'intende, solitamente, una birra tosta, corposa e speziata. Una definizione abbastanza esauriente la ritroviamo all'interno della guida del Beer Judge Certification Program. La birra in stile natalizio si caratterizza per uno spiccato accento speziato. Pepe, noce moscata, cannella, chiodi di garofano, zenzero, ogni spezia è ben accetta! Proprio per questa ragione, la birra natalizia solitamente induce i birrari a scatenare la propria fantasia. 

    Il sapore del malto è decisamente predominante, a scapito degli aromi da luppolo. Al gusto possono essere presenti anche sentori di frutta come scorza d'agrumi, uva passa, prugne oppure di miele e caramello. Il colore varia dall'ambrato fino allo scuro intenso, mentre la schiuma è densa e persistente. Il grado alcoolico può infine variare dai 5° fino ai 13° di esemplari estremi.

    Ecco alcune delle più celebri birre natalizie:
    • Bush de Noël - 12°, Brasserie Dubuisson
    • N'ice Chouffe - 10°, Brasserie d'Achouffe
    • Père Noël - 7°, Birrificio De Ranke
    • Very Bad Elf - 7,5°, Birrificio Ridgeway
    • Val-Dieu Bière de Noël - 7°, Brasserie de l'Abbaye du Val Dieu

    Per tutti gli homebrewers che volessero cimentarsi nella produzione di una birra natalizia, la base di malto da cui partire è quella di un Pils o di un Pale, con l'aggiunta di malti Caramel e/o torrefatti. Sbizzarritevi con le spezie e gli aromi. Per ricercare ricette o idee consultate la sezione Link Birrai.

    A questo punto non ci resta che salutarvi e augurare a tutti un..."Buon Natale allo Zenzero"!


    sabato 17 dicembre 2011

    Gli Amici si presentano: Alessietto

    Dunque. Se ho capito bene, mi si accusa di iniziare in continuazione nuove rubriche che non proseguo poi con la dovuta cura. Orbene, cerchiamo subito di rimediare riprendendo la presentazione dei componenti il gruppo degli Amici, questi fantastici, simpatici, sclerotici, altamente erotici Mastri Birrai!
    Oggi vi parliamo di Alessietto detto "Ciondolo".
    Perchè mai Ciondolo, potrebbe chiedersi qualcuno? Le versioni sono discordanti, lasciamo quindi a voi il gusto dell'immaginazione. D'altra parte, potreste chiamarlo anche Lessietto, Alesie, Ciondolino o, semplicemente, Maiale.
    Naso di legno cuore di stagno, Alessietto è il tutto fare del gruppo: possiede una tasca magica da cui estrae pentole, bombole e fornelloni (dove li prenderà chissà!), intrattiente relazioni con fornitori e compratori, dirige il lavoro, svolge i lavori di fatica ("voi siete la mente ed io lo schiavo" usa dire) ed ultimamente effettua anche le consegne. E' infatti appena entrato nella grande famiglia di Poste Italiane! Se abitate in zona potrebbe comparire sulla vostra porta da un momento all'altro. Donne, se sentite suonare due volte... attenzione a voi!

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