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domenica 9 dicembre 2012

Costruire un filtro zapap

filtro zapap

Oggi sul nostro blog riprendiamo l'argomento autocostruzione. Dopo avervi spiegato come costruire un filtro bazooka, vi mostreremo come costruire un filtro zapap, un altro dei metodi di filtrazione preferiti dagli homebrewer.

martedì 28 agosto 2012

Come costuire un filtro bazooka

Oggi prendiamo spunto da una richiesta che ci è arrivata sulla nostra pagina Facebook per tornare a parlare di autocostruzione. Come si realizza un filtro bazooka?

domenica 24 giugno 2012

Camera di fermentazione


E' arrivato il gran caldo che per molti homebrewer significa dover interrompere la propria attività birraia. Pressati dalle esigenze del concorso Brassare Romano, ci siamo ingegnati per risolvere il problema.

domenica 30 ottobre 2011

Mi girano le pale: ovvero come motorizzare un Mash-Tun

Motorino da tergicristalli
Per chi fosse già passato alla produzione di birra con tecnica all-grain, dovrebbe essere abbastanza chiaro che mescolare l'impasto del mosto non è proprio come mescolare un minestrone. A seconda della ricetta, potreste ritrovarvi a rimestare per più di un'ora una decina di chili di grano macinato immersi in decine di litri d'acqua.

Se non possedete dei bicipiti alla Schwarzy, potreste incontrare qualche difficoltà. Senza contare che, tenere costantemente aperto il coperchio della pentola, comporta una maggiore evaporazione ed una significativa dispersione di calore, con un inevitabile rallentamento complessivo del lavoro.

Le pale

Nè si può d'altronde rinunciare a mescolare l'impasto, operazione indispensabile a garantire una temperatura omogenea ed una migliore estrazione di amidi dal malto. Gli homebrewers si sono dunque ingegnati per trovare una soluzione.

La più popolare tra i birrai casalingi è sicuramente l'uso di un motorino da tergicristalli, dotato di ottima resistenza e capace di lavorare senza problemi per prolungati periodi di tempo.

Anche noi, per il nosto sistema di mescolamento, ne abbiamo acquistato uno. Camion o auto non fa differenza. Presso un qualsiasi sfascio potrete trovarne uno ad un prezzo accessibile. Per il nostro abbiamo speso 20 euro.

Il raccordo

Il motore deve poi essere collegato con un sistema di pale, preferibilmente in acciaio inossidabile (ma anche in alluminio). Nel nostro caso, ci siamo rivolti al nostro amico fabbro, che ha saldato su di una barra filettata delle piastre in acciaio della larghezza di circa 7 cm.

L'albero che ne è derivato, è stato dunque allacciato al motore tramite un piccolo raccordo. 
Per fissare il motore alla pentola, abbiamo fatto praticare tre fori in cui inserire delle viti ed un terzo in cui far passare il raccordo. Senza bisogno di alcun fabbro, potete praticare in autonomia i fori utilizzando un trapano ed una adeguata punta per metallo.

Il coperchio forato
Una volta realizzate le pale e innestatele al motore, dovrete pensare all'alimentazione. Vi occorrerà un trasformatore con un buon amperaggio, almeno 5A, per evitare che lo stesso si fonda, come è accaduto inizialmente a noi. Se, come gli Amici, pensate che i soldi non crescano sugli alberi, recatevi presso la più vicina discarica o isola ecologica o spargete la voce fra i conoscenti: quello che vi serve è un alimentatore da Pc.

Grazie alla cortesia degli operatori dell'isola ecologica di Ponte Mammolo, siamo riusciti a raccattare un paio di vecchi alimentatori, di cui il più potente da 12 v e 10A. 
Costruite un ponte per permettere l'accensione dell'alimentatore (vedi qui) e operate i dovuti collegamenti con il motorino. Se tutto andrà bene dovrebbero iniziare a...girarvi le pale!

L'alimentatore
Ecco infine alcuni consigli ricavati dalla nostra personale esperienza:
- le pale devono essere inclinate, in modo che lavorino portando verso l'alto l'impasto, evitando quindi che la parte bassa della pentola registri temperature più alte della media;
- saldare le pale alla barra filettata garantisce maggiore solidità ma minore flessibilità. Questo è verissimo per chi ha intenzione di variare le quantità delle cotte; per cotte con minore quantità, le pale superiori potrebbero rimanere fuori dall'impasto e girare a vuoto.

Per ovviare a questi inconvenienti, abbiamo progettato, per ora solo sulla carta, un nuovo sistema di mescolamento: si acquistano delle comuni schiummarole da cucina, circa sei, si taglia e si fora il manico, lo si inserisce nella barra filettatta e lo si blocca con dado e controdado. In questo modo sarà possibile di volta in volta regolare l'altezza delle nostre pale. Molto più rusticamente, pieghiamo poi il braccio della schiummarola per imprimergli l'inclinazione migliore.

Anche in questo caso, non c'è una soluzione buona ed una cattiva. Tutto dipende dai mezzi a disposizione e dalle esigenze dell'homebrewer. La nostra è solo una delle tante soluzioni possibili, che vi proponiamo esclusivamente come spunto creativo. Chi volesse può, in alternativa, acquistare un mescolatore per polenta (vedi qui) riadattandolo successivamente allo scopo.

Qui di seguito, invece, riportiamo le diverse creazioni di altri homebrewer:

Esempio1        My Sobry     HBsardi    Doc beer   Simona&Roberto

Per qualisasi ulteriore informazione o per inviarci le foto dei vostri impianti scriveteci a birradegliamici@gmail.com! Buon lavoro e speriamo di avervi ispirato!

sabato 27 agosto 2011

Coltivazione del luppolo: la raccolta

Coni di luppolo attaccati alla pianta
Per consolarci della fine delle vacanze e della ripresa delle abituali attività, arriva una piccola, piccolissima soddisfazione: il nostro primo raccolto di luppolo! In effetti non raggiunge neanche i 100g e buona parte dei coni non sono neanche di grande qualità. Può darsi che il gioco, come si suol dire, non valesse la candela, ma volete mettere la soddisfazione di curarlo, vederlo crescere, raccoglierlo e poi utilizzarlo nella propria birra?

In realtà è stato un raccolto forzoso, dato che la mamma di Dildo, durante un’operazione straordinaria di giardinaggio, ha “accidentalemente” reciso alla base alcuni steli. Facciamo dunque finta che fosse arrivato il momento giusto per la raccolta e poniamoci la prima domanda: quando arriva questo “momento giusto”?

Coni di luppolo con ghiandole luppoline
Le ghiandole luppoline
Data la nostra ignoranza, abbiamo smanettato un po’ su internet raccogliendo alcune utili informazioni. Il raccolto si effettua in un periodo compreso fra la metà di agosto e la fine di Settembre, più precisamente nel momento in cui iniziano a vedersi le ghiandole luppoline (vedi foto a fianco), delle escrescenze gialle alla base dei coni, e gli stessi risultano al tatto leggermente resinosi.

Si procede quindi al taglio della pianta a circa dieci centimetri dal suolo e alla raccolta dei luppoli. Prima della conservazione, occorre procedere all’essiccazione che comporterà una riduzione di peso pari a circa l’80% del totale.

Sul procedimento da seguire abbiamo riscontrato scuole di pensiero contrastanti. Alcuni preferiscono un’essiccatura rapida in forno. Attenzione, però: la temperatura dev’essere compresa fra i 30 e i 60 gradi! Per chi non disponesse di forni a bassa temperatura potrebbe essere sufficiente lasciare lo sportello del forno aperto. Altri, e a nostro parere più affidabili fonti, procedono ad un’essiccazione naturale, disponendo i coni in ampi recipienti e conservandoli in un luogo caldo per qualche giorno. Evitare di sovrapporli, di esporli alla luce diretta del sole e alle correnti d’aria.

Luppoli dopo l'essiccazioneQuale luogo migliore, nel nostro caso, della camera di Dildo, dove la temperatura media giornaliera si aggira attorno ai 31° centigradi? Avere un forno come camera da letto ogni tanto può far comodo!
Nel giro di tre giorni, infatti, i luppoli erano perfettamente (speriamo) essiccati. Li abbiamo infilati in una busta cuki gelo e poi nel freezer.

Seconda domanda: come sapremo quando l’essiccatura sarà completata? Basterà piegare un cono a metà: solo nel caso in cui si spezzasse senza piegarsi significherebbe che l’acqua al suo interno è evaporata.

mercoledì 29 giugno 2011

IT'S HOP TIME!

Quale gioia! Ecco che fra le foglie del nostro luppoletto sono comparse le prime infiorescenze! Ahimè, come passa il tempo: sembra solo ieri che i nostri due piccoletti arrivarono in un pacco dalla Germania, tutti mezzi morti ed appassiti! Dopo un lungo anno, le nostre fatiche (principalmente del buon Dildo) hanno portato i loro frutti.Pianta di luppolo con fiori 
Era circa maggio dell'anno scorso quando acquistammo due piantine dal sito della eickelmann: una della varietà Perle, un classico tedesco, l'altra della varietà Northern Brewer, comune nelle birre britanniche. Come detto, le loro condizioni risultarono abbastanza precarie, ma si ripresero velocemente con la messa in terra. Dildo si si prese cura di loro, tendendo un filo di nylon su cui avrebbero dovuto crescere in altezza ("fino ad oltre 8 metri")! Si vede che quell'anno non avevano tanta voglia di diventare grandi dato che non superarono il metro e ottanta. Con minore pretenzionsità, decise di farli crescere liberamente, lasciandoli arrampicare lungo la siepe del giardino. Funzionò. Quest'anno il piccolo luppoletto ha invaso la siepe ed è finalmente fiorito. Non fosse stato per Charly, il cane assassino di Massy Bimby che qualche settimana fa lo tranciò di netto con un mozzico, a quest'ora anche il povero Northern Brewer ci avrebbe regalato qualche gioia. Ora riposa in pace e ci guarda dal cielo...
Se anche voi voleste provare a coltivare il vostro luppolo, sul sito della eickelmann ne troverete diverse varietà a prezzi ragionevoli. L'unico consiglio è di aspettare fino a marzo dell'anno prossimo, quando le piantine potranno sopportare meglio lo stress del viaggio.
Noi, invece, non abbiamo che da attendere fino a fine agosto-inzio settembre, quando i fiori saranno pronti per la raccolta! Dopo averli fatti seccare saranno pronti a finire in pentola!
Birra degli Amici: solo luppoli italiani!




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